mercoledì 25 settembre 2013

great good places


Vari contatti dopo l'articolo su Mark Up di settembre.
In Italia sembra ancora che chi va al centro commerciale sia un criminale...23 milioni di persone criminali abituali (dati Urbistat-quindi roba seria fatta da nerd cervelloni)...ancora oggi vado a parlare nei Comuni e mi sento dire: non farete mica un centro commerciale??? Ancora ancora sarebbe meglio dire parco commerciale!!! ma dove siamo ?

lunedì 10 giugno 2013

ULTIMO VALZER OVVERO DOPO EIRE 2013




OVVERO EIRE 2013, la perdita del Centro, Personaggi in cerca d'autore, fine della Storia, ormai siamo dopo il Diluvio. Nel senso che il capannone della Fiera appare funereo come non mai.
Viene in mente la canzone: non sai che siamo tutti morti e non ce ne siamo neanche accorti?
Il falò delle vanità, i soliti avvocati-mediatori, che sparano le solite balle, facce da convegno, inguaribili raccontatori delle favole delle sorti magnifiche e progressive che di fronte alla crisi attuale non hanno nulla da dire, perchè si è interrotto il gioco magico di inciucio con le banche e le banche non mollano il grano.
In altri settori come la musica, si sperimenta il fundraising , ovvero i musicisti chiedono ai loro fans i soldi per fare i dischi, visto che nessuno vuole spendere i soldi dopo, i soldi li chiedo prima! Almeno chi  mi ama mi finanzia. Ma non vedo oggi in questo mondo di real estate farlocco idee o creatività nuove.
Al Convegno di CNCC abbiamo fatto/sentito discorsi importanti tipo: 23 milioni di italiani vanno abitualmente nei centri commerciali. Ho detto 23 milioni ! (dato Urbistat)Vogliamo fare centri commerciali rispettosi di questo? O si continuano a produrre i soliti scatoloni giallo/blu? Vogliamo recuperare i territori compromessi o continuiamo a sverginare il terreno agricolo ? Forse, come si diceva con gli amici di Lombardini 22, occorre un'architettura di SERVIZIO, ovvero un'architettura non-autoriferita, che sappia dialogare col cliente e con la città, che sappia inventare senza fumisteria renderistica, partendo dalle persone concrete, per esempio quei 23 milioni di utenti della GDO...altrimenti siamo davvero all'ULTIMO VALZER.


mercoledì 27 febbraio 2013

la trasformazione urbana


quante volte magari distrattamente ci siamo passati davanti, durante una frenetica giornata romana, passando da un ufficio all'altro, imprecando contro la burocrazia, cercando di "portare a casa il risultato" della tanto desiderata "trasformazione urbana"...sbalzati da una commissione all'altra...
diremo forse una banalità, ma eccola una trasformazione urbana eccellente: da impianto termale, le grandi terme di Diocleziano, a basilica cristiana ad opera di Michelangelo (Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri Cristiani)
(oltretutto belle le opere di Mitoraj all'interno)
ma volevo dire un' altra cosa: Michelangelo inserisce il Nuovo dentro l'Antico, cambiando di segno l'architettura e al contempo non ha nessun problema a lasciare l'immagine di rudere "abitato"...
ma oggi si potrebbero fare operazioni così ardite? QUALE SOPRINTENDENZA (nel senso quale delle tre che io conosco a Roma, chi ne conosce altre?) L'APPROVEREBBE? E LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE? e quanto tempo ci vorrebbe per il PERMESSO DI COSTUIRE?  Forse la lezione degli antichi non è solo "estetica" o "artistica", ma anche di metodo di lavoro-spregiudicatezza, ardimento, voglia di sperimentare nuovi IBRIDI, capacità di inventare NUOVI LUOGHI...