martedì 29 marzo 2011

zaha relax





Un piccolo ricordo della mia prima visita al MAXXI, qualche giorno fa alla presentazione del libro di Anselmi.
Avevo sempre rimandato la visita per paura di rovinarmi l'ammirazione che avevo per i progetti di Zaha, per le lotte fatte a suo tempo contro i rossiani per difendere la fluidità delle sue forme (ebbene sì lotte contro gli stereotipi e gli archetipi storicistici stalinisti). Oggi vedo realizzate queste cose che mi affascinavano vent'anni fa per la carica dirompente e rimango interdetto. Come la prima volta che sono stato a Bilbao al Guggenheim. Un sogno infranto? Una bella ragazza che vedi sulle riviste e poi quando la conosci dici: ma di cosa stavamo parlando ? non so. Sta di fatto che nella foto trovate quello che mi è piaciuto di più : il divano meraviglioso su cui mi sono accasciato e ho schiacciato un pisolino ristoratore . 

tualètta





Un bar a Piazza San Giovanni a Roma. Un punto di incontro. Anche il bagno può essere presentato con spirito allegro e trattato come un luogo dignitoso e simpatico . Anche questo qualifica un terzo luogo. Momento di civiltà.

scatolette








Potrebbero sembrare solo scatolette di generi alimentari accumulate in qualche cantina, invece c'è qualcosa in più: si tratta di attenzione all'Altro, carità forse. Si tratta di gente che raccoglie cibo per persone nel bisogno e si ritrova a condividere questo gesto semplice. Un luogo banale in uno scantinato.Si chiama Banco Alimentare, si tratta di un piccolo pezzo di cuore nella metropoli disattenta e preoccupata della crisi.

lunedì 28 marzo 2011

IL TERZO LUOGO - A BEGINNING





Con questa immagine, un po' romantica, inizia il viaggio verso il Terzo Luogo. Non so quanto durerà, quanto tempo vorremo stare insieme, o vi stancherete magari prima della fine. Ma comunque io ci provo.
A fare cosa? A definire,o meglio a guardare in faccia le tracce del terzo luogo.
SI tratta di quel posto strano, che non è la CASA, in quanto luogo di appartenenza, di memoria, che è il primo luogo, non è l'ufficio, la fabbrica, il luogo del lavoro, che è il secondo luogo, ma è il posto dove io mi trovo con i miei amici, il punto di ritrovo, fuori dalla casa ma è come se fosse una casa.
E' una scommessa , la possibilità di ridare senso agli spazi della città. Un viaggio, secondo le suggestioni di Oldenburg e del suo testo The Great Good Place. Ma anche  i luoghi ALTRI di Foucalt, la Strada di Cormac Mc Carthy, la Città Irreale di Eliot e chi più ne ha più ne metta! Bon Voyage
p.s..la foto è presa dalla finestra di uno studio di paesaggisti  in Roma